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Bitumismo estivo

Trentacinque, trentasei, trentasette… a volte capita perfino di vedere qualche quaranta, sui cartelloni luminosi piazzati sotto il sole.
L’estate quest’anno è arrivata davvero in grande stile, portandosi in dote quel caldo torrido che negli ultimi anni era un po’ mancato. Un bene? Un male? Ognuno giudichi da sè – anche se, come dire, l’opinione non sempre è opinabile… Io so che ad oggi, mentre luglio va esaurendosi e le giornate cominciano di nuovo ad accorciarsi (dove sono finiti gli interminabili crepuscoli di un mese fa?? Caro il mio Cecco, a te sembrerà pure noiosa la gente che lo sottolinea – e magari è proprio così – ma è una cosa certa ), zanzare e tafani sono in piena attività; ci assalgono nei prati sui crinali, nei sentieri ombrosi del bosco, su per le erte asfaltate e quando ci si ferma per una pausa, durante una pedalata. Ed è soprattutto per alleviare il loro tormento e quello del caldo afoso che l’attività dei mtbistincalliti, proprio in questi mesi, dirotta verso il bitume, lì dove le velocità sono un tantino più alte (non sempre….) e gli insetti ed il caldo trovano meno possibilità di infastidirci. Bè, qualche uscita fuoristrada bisogna sempre farla…. e chi resisterebbe senza??
Fatto sta che le bici da strada (BTB, ovvero bitumebike…) vengono tirate a lucido e messe in pista, pronte per sortite tra i monti, magari alla volta dei lidi adriatici.
Proprio nel bel mezzo di questa estate 2015, voglio celebrare, pur sempre da incallito mtbista, le nostre beneamate BTB e i giri nei quali ci accompagnano; celebrarle a suon di foto, scattate qua e là negli ultimi due mesi.
La “nostra” stagione bitumara si apre ufficialmente il 21 di giugno (nonostante altri giri già fatti….), con una trasferta in quel di Cesenatico. Con il dichiarato fine di stare panza all’aria e ingurgitare frittura, partiamo giusto all’alba, in un mattino assai fresco che registra la temperatura minima al valico di Bocca Trabaria, quando ci si tuffa in discesa con asfalto umido e circa 6 gradi. A spesso tra Umbria, Marche e Romagna, un giro che merita tanti scatti (fotografici…..), non c’è che dire…..

BTBISTINCALLITI sulla statale!!

BTBISTINCALLITI sulla statale!!

L'Alta Valle del Tevere salendo verso Bocca Trabaria: il sole sta per spuntare!

L’Alta Valle del Tevere salendo verso Bocca Trabaria: il sole sta per spuntare!

Il Sole fa capolino dietro al Colle della Faccenda

Il Sole fa capolino dietro al Colle della Faccenda

Comincia l'Estate sulla Valtiberina!!!

Comincia l’Estate sulla Valtiberina!!!

Svacco marino

Svacco marino

Frittura-time!!!

Frittura-time!!!

Abbeveraggi a due passi dalla riviera... Sogliano e la sua nota fontanella

Abbeveraggi a due passi dalla riviera… Sogliano e la sua nota fontanella

La sempre affascinante rocca di S. Leo

La sempre affascinante rocca di S. Leo

S. Angelo in Vado

S. Angelo in Vado

E da qui in poi il bitumismo prende il sopravvento…almeno fino a settembre, forse anche ottobre……. 😀

.....alba sì ma nche infuocati tramonti.....

…..alba sì ma nche infuocati tramonti…..

Ombre che scendono su M. S. Maria Tiberina

Ombre che scendono su M. S. Maria Tiberina

Le nostre colline al crepuscolo, dopo la scalata all'arcigna Cicilano

Le nostre colline al crepuscolo, dopo la scalata all’arcigna Cicilano

Un'alba impagabile

Un’alba impagabile

Una classica partenza in penombra, la bici illuminata solo dal lampione....

Una classica partenza in penombra, la bici illuminata solo dal lampione….

Non dimentichiamo mai, ovviamente, di stringere legami con i locali…. 😀 La schietta saggezza degli anziani ci piace sempre molto, soprattutto se ci viene donata davanti ad una birra fresca, attorno ad un gradevole tavolino da bar e in un mattino di luglio che si preannuncia afoso. Il Drago è maestro in questa arte e con le sue epiche avventure irretisce un paio di ometti di Chiusi de La Verna….

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Il Drago e la saggezza locale

Il Drago e la saggezza locale

La mattinata illumina piano piano la vallata di Bibbiena, mentra il Drago fa colazione.....

La mattinata illumina piano piano la vallata di Bibbiena, mentra il Drago fa colazione…..

Mai acqua fu più gradita! Meritata tregua su per le erte di Lacugnano

Mai acqua fu più gradita! Meritata tregua su per le erte di Lacugnano

Nota coppia di BTBISTINCALLITI: Drago e Bitumello (se si chiama così, un motivo ci sarà....)

Nota coppia di BTBISTINCALLITI: Drago e Bitumello (se si chiama così, un motivo ci sarà….)

Momenti culturali si mescolano alla fisicità del bitume.....

Momenti culturali si mescolano alla fisicità del bitume…..

Balcone sul Lago Trasimeno e colazione, prima che monti quel caldo così gustoso......

Balcone sul Lago Trasimeno e colazione, prima che monti quel caldo così gustoso……

Sbirciatina a M. Tezio, salendo verso Preggio

Sbirciatina a M. Tezio, salendo verso Preggio

Bé, poi capita anche che agosto, all’improvviso, si trasformi una specie di autunno anticipato, quando una bella mattinata, fresca e piacevole a valle, diventa un viaggio nelle nuvole nebbiose che hanno preso possesso del cuore dell’Appennino….. Il finale però, con la nostra splendida CdC illuminata dal sole, rende ancor più belli i tanti km “in ammollo”…!

La vallata di Montedoglio all'alba....inebriante...

La vallata di Montedoglio all’alba….inebriante…

Svolta dl Podere, da qui, per molti km, troveremo tanta ma tanta umidità - e mai più di 18 gradi....

Svolta dl Podere, da qui, per molti km, troveremo tanta ma tanta umidità – e mai più di 18 gradi….

Tutto quel bianco? Nebbia, nebbia e umidità, come prendere un acquazzone.....

Tutto quel bianco? Nebbia, nebbia e umidità, come prendere un acquazzone…..

Città di Castello, casa. uno spettacolo che non ci annoia mai....

Città di Castello, casa. uno spettacolo che non ci annoia mai….

E così è cominciato agosto, il terzo mese “bitumaro” degli incalliti, in attesa di giornate più fresche per tornare con regolarità sui crinali e lungo i fossi. Agosto, il più classico dei mesi delle ferie, delle vacanze, delle spiagge o della montagna. Agosto, pronto a consumare, a suon di km, le gomme delle nostre BTB!
Non posso resistere….almeno una foto di MTB devo metterla….

Estate, periodo di BTB ma anche di notturne in MTB.....

Estate, periodo di BTB ma anche di notturne in MTB…..

Ovunquista

Il Bisogno

Ne avevo bisogno, ecco tutto.
In un giorno di Capodanno (buon 2015, a proposito), si può tranquillamente restare a casa, in particolare se fa freddo, c’è vento e tutto è ricoperto di una bella spruzzata di neve…roba da camino, roba da divano… Tanto più che non devo “allenarmi” (?) e non ho alcun appuntamento con altri bikers. Potrei rintanarmi in casa, perchè no? Ma ne ho bisogno: necessità di pedalare da solo, sentire freddo alle mani e ai piedi, scattare qualche foto, respirare affannosamente, scivolare sul ghiaccio.
Grazie, Pando, per avermi accompagnato per un po’ (a sorpresa, tra l’altro), è stato un piacere; però – senza offesa – la cosa migliore che hai fatto oggi è stata tornare indietro, lasciandomi solo a gustare il freddo.
Avevo bisogno del silenzio e delle impronte degli animali sulla neve, bisogno di chiedermi, per l’ennesima volta, dove si annida l’alienus (l’estraneo) che s’impossessa del comando delle mie azioni e dei miei pensieri, rispondendomi, senza sorprendermi, che egli dimora sotto ogni cm della mia pelle, replicandone così bene ogni poro ed ogni piega da essere del tutto indistinguibile da me.
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In questo stato di quasi-trance, mi avvio sulle “solite” vie, risalendo verso il Fumo. La temperatura è prossima allo zero, il vento soffia teso e gelido. Non c’è eroismo, giammai! E non c’è incredibile abilità o stoicismo sportivo. C’è voglia, c’è bisogno, c’è piacere, c’è passione. L’inverno, dopo molto attenderlo, è qui, in tutta la sua imponenza, sferzante superiorità. Ci pedalo dentro, ammirandolo, ancora una volta stupito da tutto quello che mi circonda.
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Sentiero Italia e Le Capanne, un rudere al cui fascino sono molto legato, scendendo su una quindicina di centimetri di neve che nascondono qualunque sorpresa ci stia sotto, sasso o buca, cresta di ghiaccio o pietra spigolosa. Poco lontano, silenziosi, altri ruderi, quelli dell’abbazia di Montemaggiore.
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E qui mi sento come volevo, qui soddisfo il Bisogno: sono solo.
Solo ma non sperduto, solo ma non smarrito: sono piacevolmente e profondamente solo. Guardo solo per me, fotografo solo per me (almeno mentre lo faccio….), respiro solo per me.
Scendo sull’asfalto di fondovalle, interamente ricoperto di un dito di neve pressata e ghiacciata. Fa freddo, troppo per me…meglio risalire subito, faticare un po’. Poi scendere, solcando un campo con tanta neve soffice, incontrando anche un grosso capriolo che schizza via qualche metro davanti a me, saltellando con la solita imbarazzante facilità sul pendio ripido e boscoso.
La temperatura si alza un po’, sui 3-4 gradi e nel finale del mio giro c’è spazio anche per una buona dose di fango, misto a neve, foglie morte e acqua.
Capodanno: Fontecchio è deserta, io soddisfatto.
L’alieno è placato, almeno per un po’. Ora posso farmi una doccia.
Tanti auguri a tutti, anche a me stesso. Spero che questo 2015 possa scorrere dolce e intenso, vibrante, proprio come questa prima uscita in mtb.

Ovunquista

Vivi Altotevere Bike – La Prima Volta

Intorno alle otto del mattino, immerso in una umida bruma, vedo spuntare all’orizzonte un arco blu.
Alcuni ragazzi stanno già facendo qua e là, in sella alle loro fuoriserie da gara. Transenne, auto con portabici, furgoni…il banchetto dei cronometristi, fermento alla zona iscrizioni, al bar volano caffè….
Arriviamo in quattro, con gli occhi e la peluria sulle braccia che sgocciolano, gli occhiali sul casco del tutto inutilizzabili e una voglia di divertirci che sprizza fuori dalle orecchie.
C’è tanta partecipazione! Bene, sono davvero contento…Soprattutto per tutti i ragazzi che si sono spesi, nelle ultime settimane in particolare, per organizzare questa che mi auguro sia la prima di tante edizioni nei prossimi anni.
Quante facce seriose, che si vedono…chi gareggia sul serio è concentrato… Noi, invece, abbiamo un callo così duro che non possiamo fare altro che dei siparietti, vero Bracco?
Sorvolo sulla battuta rivoltami da una signorina al banco delle iscrizioni e passo ad una foto che merita il giusto spazio, quella che ricorda l’ennesimo incontro/scontro tra i due eterni rivali, compari di fango e banane…ops!…ormai è andata…..
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Dopo alcune scemenze e i saggi consigli del Bracco, nelle vesti del suo alter-ego Davide “panino al latte” Cassani,
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facciamo un rapido riscaldamento (ahahahhahahah!) e ci infiliamo in griglia, nella parte finale, da dove possiamo apprezzare la bella partecipazione di bikers e esibirci in qualche stupidità che non fa mai male (fare certe cose nella “zona pole” sarebbe rischioso…..).
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Qui anche il Claudio si scatena, dando fondo alle possibilità della sua fotocamera (ribattezzata “Vibro” perchè ritenuta valida anche per usi alternativi) e mostrando a tutti che, seppur in tenera età, quando sostenuti dall’esperienza degli Incalliti più anziani, si può fare bella figura. La sua posa graziosa nella foto che segue. la dice lunga sulle qualità del nostro giovane virgulto
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Mentre il buon Giorgino scatta migliaia e migliaia di foto, i ranghi si infittiscono e l’atmosfera in prima linea diventa frizzante, rivolgiamo un pensiero al caro Bisu, assente giustificato, e a Mattia, quest’ultimo reo di non aver nemmeno partecipato a quello che sarà un lauto pasta-party con la banalissima scusa di essere “impegnato con la casa nuova”. Fedifrago!
Menzione meritatissima per l’illustre Massimiliano da Riosecco, per Strava “Anghenghe Anghenghe”, il quale sfodererà una bella prestazione all’indomani di una allegra maratona…..Grande Massi!!!
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Il Pando, dal canto suo, si schiera nelle file dei garisti puri, accanto alla sua donzella prediletta (ghiotto, lui!). Vede il Cecco già ora da lontano, ahimè, e la gara confermerà queste posizioni, strapazzando il poveretto con crampi taglienti.
Giro bellissimo! Ancora una volta rivolgo i miei (e i nostri) complimenti e ringraziamenti a chi ha fatto tanto per regalarci questo bel percorso (i già citati Cecco e Massimiliano ma anche tutti gli altri – e sono molti), molto vario, ben sistemato e anche impegnativo, ottimo terreno di scontro per chi si cimenta nella competizione pura e stupendo da pedalare senza troppo impegno (un po’ ce ne vuole comunque….) e col solo scopo di godere di tanta bellezza.
Dopo quasi tre ore dalla foto di Claudio, passo sotto l’arco blu del traguardo, sporco al punto giusto, stanco al punto giusto, felice al punto giusto. Ad aspettarmi trovo il mio trio preferito, mia moglie e i miei due diamanti, e mentre mio figlio si china a togliere via un “interessantissimo” fango rappreso dalla bici, realizzo la portata di queste giornate.
Sono OVUNQUISTICAMENTE felice.
….ma queste sono altre storie….
Un pasta-party ci attende, e noi non vogliamo certo tradirlo!
Prima di infilarci sotto al tendone (e aprirne un lato per evitare di morire soffocati…), un paio di scatti degni: I Tre del Pasta Party e Il Pacco Incallito:
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Personalmente, di quella semplice pasta un po’ piccantina ne avrei fatta fuori due o tre piatti…. Chissà perchè, i miei figli non la gradiscono troppo ed io devo sacrificarmi….
Il nobilissimo Roberto delle Fienaie, uomo ed incallito di qualità, offre birra a profusione (rendiamo omaggio al Sacro Lepre Mannaro, ovviamente), e infine, dopo POCHISSIMO insistere, anche il Pando cede al luppolo, concludendo degnamente una mattinata molto ma molto MTBistica…
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Come perla finale, dopo un vile e vano tentativo da parte sua di attaccarsi all’automobile, offro al giovane virgulto di estrazione bitumara, un rientro come merita, con un sano dietro-motore, perfetta rifinitura di un allenamento completo. Lo lascio sorridente, con le gambette che girano a mille e la lingua arrotolata attorno al manubrio, mentre in uno dei tanti cassetti della memoria ripongo questo ennesimo regalo di una mezza vita (abbondante) passata sopra ad una MTB.

Grazie a tutti!!…e lunga vita agli Incalliti…!!!

Primo giugno 2014

Direttamente dal mio profilo FB:

Non si compra e non si impara.
Non è un pregio e nemmeno un difetto.
Non ci sono stagioni nè terreni migliori.
Nè gomme nè telai o che altro…
Non si va forte e non si va piano – concetti piuttosto distanti e sfumati.
E non c’è niente di stupefacente o incomprensibile, se non il concretizzarsi di una spinta emotiva.
Io non la chiamo passione, gli dò il nome di amore e non mi sento ridicolo.
E ci sono giorni, come oggi, in cui questo moto dell’anima è pervasivo e prepotente.

Primo giugno 2014.

Giugno è un bel mese per i grandi giri, lunghi e impegnativi, alla scoperta di panorami mai visti o alla ricerca di nuovi punti di vista per luoghi raggiunti mille volte.

Scorci su M. Nerone, gli immancabili ruderi muti ma ricchi di parole…e il vento, rivale aggressivo e implacabile, oggi come tante altre volte.

Amore è quello che ho poratato a casa con me stasera, intorno alle sei, quando sono rientrato dopo molte ore di bici. Anzi, la conferma. La conferma dell’amore che dicevo sopra, quello che non è passione (almeno per me) ma qualcosa che va molto oltre. 24 anni di MTB non sono un caso… E nei periodi in cui non ne avevo una da pedalare, ne ho sempre sentito la mancanza.

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E poi capita che un gruppo di persone si trovi così bene insieme da andare facilmente oltre la bici, per esplorare bellissimi modi di stare in compagnia e condividere non solo dei colpi di pedale ma anche qualcosa di più, qualcosa di tiepidamente umano.

Torno a casa stanco, ammaccato e felice. E, onestamente, incapace di raccontare la giornata di oggi. Avrei materiale sufficiente – tra battute deliranti, luoghi magnifici, sensazioni vigorose, per riempire molte pagine, descrivendo e reccontando, ma non renderei giustizia alle ore vissute. Come quella foto che non scatti perchè sai già che non sarà nemmeno lontanamente paragonabile alla realtà….vero @Cla? Più o meno è così… Scrivo così, stasera, a caldo, consapevole che il ricordo di oggi è bello così, vissuto ma impossibile da raccontare, consapevole del meraviglioso e feroce “passare” di questo tempo così intenso.

E’ così che vivo certe giornate. E’ così che godo dell’andare in mtb. Mi arrendo all’inenarrabile, spesso, ma continuo a costruire quello che non posso che chiamare amore, non solo passione.

Alla prossima!!!

 

Ovunquista

Percezioni – sulla via per Assisi

Non ci sono telai, cambi, materiali o gomme che tengano: una bici è una bici – se poi è una mtb, anche meglio! E un “viaggio” (perchè poi alla fine questo è stato) è un viaggio; si può intraprenderne uno per andare dall’altra parte del mondo o semplicemente per salire sulla collinetta dietro casa, non conta: il viaggio è il modo in cui si interpreta un qualunque “spostamento”.

Mentre pedalavamo, accarezzando colline verdi di fresca primavera, sfiorando case di campagna e vecchi ruderi smarriti, rimirando i monti che ci sorvegliavano a distanza,  buttando l’occhio da ogni parte per ingozzarci il cuore di tutte quelle bellezze, pensavo che una ruota, che vada veloce o lenta, ha bisogno sempre dello stesso numero di giri per andare da un posto ad un altro. Non so quanti giri abbiano fatto le nostre ruote: per quanti pollici potessero avere di diametro, però, erano ruote tutte uguali. Penso che sia stato davvero questo il cuore vivo della nostra giornata, questa costante identità tra noi, la rara esperienza di vedere dieci persone che sono come una. Ed è stato proprio il viaggio ad annullare le differenze, e ci ha non soltanto accomunati ma uniti, davanti a questa minima ma grandiosa avventura da weekend.

E Assisi? Ovvero, la meta? Per i miei gusti (perdonatemi!), c’è sempre troppa  gente. “Viaggiando si può realizzare che le differenze sono andate scomparendo: tutte le città tendono ad assomigliarsi l’una all’altra, i posti hanno mutato le loro forme e ordinamenti. Una polvere senza forma ha potuto invadere i continenti.” Ecco, non potrei mai dire che Assisi è somigliante a una qualche altra città; Assisi è un luogo comunque magico, un posto dove (mi capita in tutte le città che profumano di medioevo) non riesco a trattenere la fantasia, che, in completa autonomia, va a immaginare strade selciate, monaci, soldati a cavallo, piedi nudi, candele  e pergamene. Però la massificazione mi fa sempre paura; anche in questo caso, come per il viaggio, non è il turismo in sè ad essere ingombrante ma i suoi modi. Basta così, mi fermo da solo….

Non ho un riassunto da fare, stavolta. Intanto perchè ci ha già pensato il mio caro compare-di-blog, da par suo… e poi -dirò -perchè non saprei cosa riassumere! Non ho passato nemmeno un minuto , delle undici ore che è durata la nostra missione, a pensare ad altro che non fossero le mie percezioni. Farmi cullare dal vento, istruire dalle pietre, attraversare dal sole, inebriare dal cielo, sublimando lentamente. Lo dico con il massimo rispetto per i miei compagni: loro sono stati parte di un TUTTO. E questo TUTTO, in fondo, è finito solo quando mi sono addormentato; dopo un paio di bicchieri di birra a casa del Bracco, mi sono disteso sotto le lenzuola, riassaporando una giornata che vorrei davvero, un giorno, raccontare ai nipotini – se mai ne avrò.

 

Ovunquista

Quel bivio che mi attirava da tempo…..

Luce, luce e luce.
Un po’ di vento, leggero, non quello tagliente dei giorni scorsi: vento che sta girando, vento che domani porterà pioggia.
Non ci sono storie, oggi devo andare lassù!
Certo, non direttamente, dovrò fare un giro di avvicinamento, allungare la strada…dovrei non approfittare di un simile, suntuoso pomeriggio??
Vado su di là, a dare una sbirciatina a quella strada che non faccio da almeno 15 anni…Poi sbuco al Passo del Lepre e riscendo…e poi? Da dove risalgo? Canneto no, quel cane che ho visto l’ultima volta non aveva un atteggiamento socievole nè dei denti invitanti. Bitumare su per il Perrubbio? No, no meglio di no, il Pando mi romperebbe l’anima a vita, poi…. S. Pietro? Ecco, lo sapevo, una qualche salitaccia dura ci finisce sempre. Soffrire: come farei senza? Ne parlavo uno di questi giorni del fatto che non mi sento “ciclista”; è così, non mi sento “ciclista”, ma la sofferenza, che è parte vitale dell’esperienza di chi pedala, quella sì, quella mi appartiene e, un po’ come certe giornate di pioggia, ammetto che non di rado la vado a cercare. Tiriamo innanzi…
Da lì aggiro – per così dire – la collina e m’infilo in quella strada, quella là, quella che vedo svanire nel bosco, quella che non so quante volte ho guardato, passando, ma che non ho mai trovato l’occasione di imboccare. Un po’ una metafora della vita, no?
E proprio come succede dopo alcune scelte, quello che scopro è un mondo meraviglioso. Una strada di terra, terra odorosa; e querce e faggi e frassini alti e radi, non una macchia fitta ed inestricabile ma un bosco di piante slanciate e sottobosco, e ovunque ciclamini e foglie secche. Intanto la via serpeggia qua e là, bellissima, scorrevole e godibile; si potrebbe farla pedalando a tutta oppure passeggiando, svuotando la mente dai pensieri o riflettendo su chissà cosa… Bè, io sto coi frati e zappo l’orto, spingo un po’ ma… mi fermo per le foto! E poi incontro la prima delle due mete della mia giornata di mtb, Poleto. Ovviamente, un rudere.

Adoro queste vecchie case, storia quotidiana. Il sole le brucia, la pioggia le disfa, il bosco se le riprende piano piano, in un processo che vede la nobile opera umana fondersi placidamente con la natura.
Proseguire! Proseguire alla volta di Pian di Cerreto…
Curve e strappi – ciclisticamente parlando, due piccoli rivoli dove le ruote si bagnano appena, e in cima ad una rampetta….

Pian di Cerreto! Questo nome mi frullava in testa da settimane. Esaminavo la carta, la strada, le curve di livello e immaginavo… Ora ce l’ho lì davanti, isolata, una porta che ha perso da tempo il suo senso di “ingresso”, un “dentro” che ha anch’esso abdicato al suo significato; quello che resta di uno spigolo, si atteggia a minuscola ma orgogliosa torre, ospitando un qualche vegetale e sfidando le cime delle piante.
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Ammiro. Giro e rigiro lì attorno, accarezzo i sassi con lo sguardo, come un regalo molto atteso, scatto qualche foto (non troppe, voglio conservare la meraviglia anche per le prossime cento visite…) e mi rimetto in mtb. Ultimo strappo e sono sul crinale, direzione Rapastello.
Rapastello, il solito paradiso.

Quassù il vento è ancora fastidioso….
Discesa sterrata…
Accidenti, ma questo bivio…..
… svolto a destra, piccolo strappo…
…ma questa è un’altra storia, storia di un altro rudere (eh sì), storia di un campo di margherite e rosa canina, di cavalli e caprioli…

Andateci piano con le uova di cioccolato, mi raccomando….

 

 

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